Sereni, Enzo

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Sereni, Enzo 
Il libro della memoria : gli ebrei deportati dall'Italia, 1943-1945 / Liliana Picciotto ; ricerca della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea. - Ed. 2002: altri nomi ritrovati. - Milano : Mursia, 2002, pp. 77-80, pp. 66-71. 
Archivio CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 18, fasc. 400 
17/4/1905 
antifascista 
partigiano 
vittima della Shoah 
18/11/1944 
Emilio Sereni 
Enrico Sereni 
19050417 
19441118 
Givat Brenner (Palestina) 
Laureato in filosofia 
 
Samuele Sereni 
 
Pontecorvo 
Alfonsina Pontecorvo 
false 
Ada Ascarelli 
Professore di Medicina e medico di Casa Reale. 
Enzo Sereni nasce a Roma il 17 aprile 1905, secondo figlio di un illustre professore di Medicina e medico di Casa Reale. Si laurea nel 1926 in Filosofia. Le sue scelte politiche rispecchiano l'ambiente famigliare intriso dagli ideali risorgimentali e profondamente antifascista Diventa socialista e ben presto, come molti altri suoi coetanei ebrei, sionista. Il suo pensiero si concretizza nel 1927 quando, con la moglie Ada Ascarelli che condivideva i suoi ideali, sale in Palestina. Prima lavora come contadino poi nel 1928 fonda il kibbutz Ghivat Brenner. Per la sua conoscenza del mondo e delle lingue, dal 1929 viene inviato spesso in Germania per mettere gli ebrei sull'avviso, alla luce di quanto stava succedendo. Nel 1939, pur convinto pacifista, è uno dei primi ad arruolarsi nell'esercito britannico dove opera nell'Intelligente Service. Nel 1943 ottiene l'incarico di istruire i paracadutisti palestinesi destinati ad essere lanciati in territorio nemico e, nonostante l'età, decide egli stesso di farne parte. Nel febbraio del 1944 ottiene di essere arruolato fra quelli che avrebbero cercato di organizzare la difesa degli ebrei europei e il mese seguente raggiunge un villaggio presso Bari per seguire un corso preparatorio. Il 15 maggio 1944 viene paracadutato, in divisa di capitano inglese e col nome di Samuele Barda, in un punto tra Firenze e Bologna non corrispondente a quello fissato ma sulla "linea gotica", dove viene catturato. E' incarcerato a Verona come prigioniero di guerra e, alla fine di settembre, inviato a Bolzano e poi, il 9 ottobre, a Dachau nel sottocampo di Mulhdorf dove la sua conoscenza delle lingue gli permette di fare da tramite tra i capi tedeschi e i prigionieri italiani e gli consente di organizzare una rete di informazioni. Muore fucilato a Dachau il 18 novembre 1944. 
Sereni 
deportato dall'Italia 
Enzo 

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