Levi Cavaglione, Giuseppe

http://dati.cdec.it/lod/shoah/person/IT-CDEC-EACCPF0001-000286 an entity of type: Person

Levi Cavaglione, Giuseppe 
Gina Formiggini, Stella d'Italia Stella di David. Gli ebrei dal Risorgimento alla Resistenza, ed. Mursia, Milano 1970 
Archivio CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 12, fasc. 231 
L. Maggioli, A. Mazzoni, Il Ponte sette luci, Metauro editore, 2012 
Pino Levi Cavaglione, Guerriglia nei castelli romani, G. Einaudi, Roma 1945. 
Organization of partisans underground and ghetto fighters, Fighters list, "Levi, Giuseppe", http://eng.thepartisan.org/document/68521,0,3871.aspx [ultimo accesso, 8 maggio 2018] 
"Antifascisti nel Casellario Politico Centrale", a cura di Simonetta Carolini et alii, Volume XI, Quaderni dell'ANPPIA, ANPPIA, Roma, 1992, p. 151 
db antifascisti 
27/02/1911 
antifascista 
partigiano 
salvato 
Avvocato 
Renato Cavaglione 
Marco Levi Cavaglione 
Maura Levi Cavaglione 
19110227 
19710227 
Genova 
Laurea in Giurisprudenza 
 
Aronne Nino Levi 
 
Cavaglione 
Emma Cavaglione 
Italiana 
Margherita Garello 
Giuseppe (Pino) Levi nasce a Genova nel 1911. Laureato in Legge, Pino Levi è un antifascista della prima ora. Nel 1937 viene inscritto nel casellario politico centrale del Ministero dell'Interno. Nello stesso anno raggiunge gli amici di "Giustizia e Libertà" (GL) a Parigi per arruolarsi nelle Brigate internazionali in Spagna ma il suo progetto fallisce per l'intervento del padre. Tornato in Italia, nel 1938 viene arrestato e mandato al confino come antifascista. Dopo l'8 settembre 1943 sfugge a Genova all'arresto e si reca a Roma dove è assegnato alle bande dei Castelli Romani; dopo 40 giorni il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) lo nomina comandante militare. Dopo la Liberazione diventa Alto Commissario di Genova per l'epurazione. Al termine della guerra fa aggiungere al cognome Levi anche quello della madre, Cavaglione, morta col marito ad Auschwitz. Nel 1946 sposa Margherita Garello con la quale ha due figli, Marco e Maura. Avvocato, rimane icritto al Partito Comunista Italiano (PCI) fino all'invasione dell'Ungheria. Il 27 febbraio 1971 si procura la morte per una questione di onore concernente la sua professione. 
Levi Cavaglione 
Giuseppe 
Pino 

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