Storia amministrativa o biografica del record IT-CDEC-ST0079-000001

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Guelfo Zamboni nasce nel 1897 a Santa Sofia in provincia di Forlì-Cesena. Ultimo di otto figli apparteneva a una piccola famiglia di artigiani. Rimasto orfano in giovanissima età decide di frequentare la scuola, affrontando i lavori più umili per potersi mantenere. Combatte nella Prima Guerra Mondiale e viene decorato con una medaglia di bronzo al valore militare e una croce al merito per le ferite subite. Nel 1925 vince il concorso che lo proietta nella carriera diplomatica: prima addetto di legazione, poi vice console e console destinato a Tirana, Helsinki, Varsavia, Berlino - dove diventa collaboratore di Bernardo Attolico (1). Nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, è console a Salonicco salvando dalla barbarie nazista almeno 350 ebrei: con l'aiuto dei funzionari del Ministero degli Affari Esteri riesce a far passare per cittadini italiani molti ebrei salvandoli dalla deportazione; opera a lui riconosciuta da Yad Vashem con una lettera ufficiale di ringraziamento inviatagli nell'ottobre del 1992. Nel dopoguerra è Consigliere d'Ambasciata a Mosca. Qui trascorre una vita fatta anche di ricevimenti, rapporti amorosi e normali relazioni sociali respirando il clima della Guerra Fredda (cfr. b. 2, fasc. 18).

Guelfo Zamboni deceduto a Roma nel 1994 viene seppellito nella sua città natale.

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