Sabatino Finzi

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Sabatino Finzi 
Sabatino Finzi 
1 - Vagone bestiame2 - Judenrampe3 - Il fagotto dei neonati4 - Il lavoro alla Rampa5 - "Non dimenticare"6 - L'immatricolazione7 - 1585668 - Materasso di trucioli9 - La zia d'America10 - La borsa di gomma per i bisogni notturni11 - I suicidi contro le recinzioni elettrificate12 - I polacchi13 - Il ricordo dei genitori14 - L'infermeria con medici italiani15 - Intervento di Ruggero Gabbai 
non fiction 

Marcello Pezzetti intervista Sabatino Finzi su Auschwitz-Birkenau nell'ambito del progetto 'Interviste alla storia' (v. scheda relativa). Il 23 ottobre Sabatino Finzi viene caricato insieme ad altre quaranta persone, tra cui la madre Zaira Zarfati, il padre, la sorella, i nonni e uno zio, su un vagone bestiame diretto a Auschwitz-Birkenau. Dopo otto giorni il convoglio giunge alla Judenrampe, i vagoni piombati vengono aperti e i deportati smistati dalle SS. Mentre risponde alle domande, Sabatino non nasconde il timore che il tempo cancelli la memoria di questa immane tragedia. Poi riprende il racconto: selezionato insieme ad altri centocinquanta viene disinfettato, rasato e immatricolato. Una borsa di gomma per l'acqua calda tenuta nascosta gli permette di espletare i bisogni fisiologici di notte senza uscire dalla baracca, riducendo il rischio di ammalarsi e di morire. Tanti suoi compagni, invece, spinti dalla disperazione, sceglieranno di morire lanciandosi contro il filo spinato elettrificato.

 
Intervista a Sabatino Finzi ad Auschwitz Birkenau 
finito 

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