Edo Rabà

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Edo Rabà 
Edo Rabà 
1 - Dati anagrafici suoi e della famiglia di origine 2 - La vita a Viareggio fino al '36 e il trasferimento a Milano 3 - La vita a Milano e le leggi del '38 4 - L'esclusione dalla scuola 5 - Nel '40 il padre perde la licenza, Edo trova lavoro 6 - Il ritorno a Viareggio e la clandestinità dopo l'8 settembre '43 7 - L'arresto e la fuga del padre 8 - L'arresto di Edo la falsa identità e la deportazione in Germania 9 - Berlino 10 - Gli espedienti per rubare il cibo 11 - La fuga su un treno diretto in Italia 12 - Il lungo viaggio di ritorno  
1996 mag. 02 
non fiction 

L'intervista a Edo Rabà è stata realizzata il 02/05/1996 a Milano,  da Liliana Picciotto, nell'ambito del progetto "Interviste alla storia" (v. scheda relativa).


Edo Rabà nasce a Livorno il 23 agosto del 1924, da Arnoldo Rabà e Alice Cassuto ed ha tre fratelli più giovani, Romano, Angelo e Eleano. La famiglia dopo la nascita di Edo si trasferisce a Viareggio, i genitori sono ambulanti, fanno i mercati e vendono biancheria per la casa. Nel '36 la famiglia si trasferisce a Milano e apre un negozio in Via Meravigli: Edo frequenta la scuola pubblica fino al '38 quando viene espulso in seguito alle leggi razziali, i fratelli frequentano la scuola ebraica di via Eupili, Edo riceve lezioni private dal professor Norsa. Nel '40 il padre perde la licenza di ambulante e Edo inizia a lavorare in un magazzino di tessuti della famiglia Treves, il nome della ditta è Alda (Anonima, Laneria, Drapperia, Fini) fino all'8 settembre del '43. La famiglia si è di nuovo trasferita a Viareggio, a causa dei frequenti bombardamenti su Milano. Non ci sono notizie precise sul destino degli ebrei dopo l'8 settembre '43, ma la percezione che sia meglio vivere nascosti aumenta: la famiglia lascia Viareggio e si trasferisce a Marina di Pietrasanta: il padre è arrestato insieme a Toaff (il futuro Rabbino) dai fascisti nel febbraio del '44 e portato a Colledicompito; Toaff e il padre riescono a farsi trasferire all'ospedale di Lucca, da dove poi scappano nel giugno del '44 e il padre di Edo raggiunge la famiglia che vive ormai nascosta in montagna.
Edo si trasferisce con la figlia appena nata e la fidanzata in un altra frazione di montagna: qui alla fine di giugno, primi di luglio del '44 è arrestato durante un rastrellamento delle SS. Dopo una sosta a Bagni di Lucca, sono portati a Fossoli: Edo si era già costruito una falsa identità come Edo Raldi e riesce a spacciarsi per non ebreo, ottiene documenti tedeschi per viaggiare verso la Germania. Dopo una sosta di 3, 4 giorni a Peschiera del Garda parte la tradotta per la Germania: alla stazione di Villafranca tenta la fuga, viene ripreso e picchiato, tanto da rimanere semi cosciente per il resto del viaggio fino a Buchenwald. Viene destinato a Berlino presso un campo di ex militari italiani, catturati dopo l'8 settembre in Grecia e Albania. Edo descrive il lavoro e le condizioni difficili per la fame. Il 31 gennaio '45 Edo riesce a salire come clandestino su un convoglio diretto in Italia per il rimpatrio di prigionieri.

 
Intervista a Edo Rabà 
finito 

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