Settimia Spizzichino

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Settimia Spizzichino 
Settimia Spizzichino 
1 - La bacchetta di legno di Mengele2 - L'inverno nel campo3 - Una famiglia distrutta4 - La notte: un tavolaccio per dieci5 - La coperta contesa6 - La blokova7 - Le latrine 
1995 nov. 06 
non fiction 

L'intervista è stata realizzata a Auschwitz il 6 novembre 1995 da Marcello Pezzetti nell'ambito del progetto "Interviste alla storia" (v. scheda relativa). L'intervista si svolge alla Judenrampe, la Rampa dove fino al maggio 1944 sono stati fatti scendere gli ebrei deportati al campo di sterminio di Auschwitz. Settimia Spizzichino è stata portata qui insieme alla mamma, due sorelle e una nipotina. Appena arrivata qui a Auschwitz, incontra il famigerato Mengele, che in mano tiene una bacchetta di legno per non toccare con le mani i deportati ebrei. Settimia parla dell'inverno a Auschwitz, offrendo un'immagine drammatica: "Affondavi nella neve, la neve non era bianca, perché quando c'era l'appello soffrivamo tutti di diarrea. Stavamo fermi e scaricavamo, la neve diventava marrone". Per quanto riguarda la famiglia, lei ha perso "mamma, due sorelle e un fratello, papà... Intimi, intimi, poi le zie, i cugini...". Il racconto di Settimia si fa dettagliato nella descrizione della vita nelle baracche, del tavolaccio su cui dormivano in dieci, il pagliericcio e una coperta troppo corta per coprire tutte, le latrine. Poi, il numero dell'immatricolazione, imparato in tedesco a forza di botte.

 
Intervista a Settimia Spizzichino ad Auschwitz Birkenau 
finito 

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