Scheda descrittiva: Giacomo Foà

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Il fondo nasce dalla volontà di raccolta della documentazione intrapresa dalla figlia Nitza a fronte del bisogno di ricordare e trasmettere le memorie del padre, Giacomo Foà, e della madre Ester Sorani. Il carteggio è stato consegnato in un'unica scatola sommariamente suddiviso per anno e per nome con qualche indicazione in ebraico.

 
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Le carte rappresentano un corposo carteggio tra Giacomo Foà, la fidanzata Ester Sorani e i familiari, coprendo un arco cronologico che si estende dal 1927 al 1972. Tra la documentazione cartacea descritta è conservata la corrispondenza di Giacomo Foà (cfr. b. 1, fasc. 3) in Italia nel 1946, quando era militare nella Brigata ebraica, e da Israele dal kibbutz di Givat Brenner, Ha'Ogen, Rehovot e da Kfar Saba. Nel carteggio emergono importanti tematiche sull'ebraismo quali, l'hachsharah (1), l'alyià (2), la situazione socio-politica in Israele tra il 1946 e il 1949; non mancano nozioni di ebraico a Ester rimasta inizialmente in Italia. Il fondo raccoglie anche la corrispondenza intrattenuta da Ester Sorani con le amiche (cfr. b. 2, fasc. 4) e con il fratello Aldo.

 
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Le lettere, in originale e appartenenti alla figlia Nitza Foà, sono state donate dalla nipote di Giacomo Foà, Susanna Sinigaglia.

 
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Per la profondità dei documenti e l'articolazione dei rami familiari è stato adottato un ordinamento cronologico crescente delle carte riunite in fascicoli nominativi per soggetto produttore; in coda sono state inserite le carte senza datazione temporale.

 
xsd:string (1) Letteralmente significa "preparazione"; il termine è usato per indicare i centri di preparazione per l'alyià. All'interno dei campi preparatori si educavano i transitanti al lavoro manuale, alle tecniche di agricoltura e di bonifica della terra, alla lingua ebraica, nonché agli ideali sionisti e pionieristici. Fonte: Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione nazionale in Italia, Fondo: Valabrega Guido. Serie: Campi scout e movimento Hechaluz. (2) L'alyià è l'immigrazione ebraica nella terra di Israele. Etimologicamente il termine deriva da alyià la reghel, che significa "pellegrinaggio", per via della salita che si doveva compiere per raggiungere Gerusalemme durante i tre pellegrinaggi prescritti per le festività di Pesach, Shavuot e Sukkot. Fonte: http://www.aliyah.it/ 
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